Consumi alimentari

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Overview: consumi alimentari in Italia

Consumi alimentari: un confronto tra Italia e main countries europei

Fig 1 – I consumi alimentari in Italia e in Europa per canale: “at home” vs “away from home”

Con un valore dei consumi F&B pari a 230 miliardi di euro nel 2015, l’Italia rappresenta uno dei principali mercati di consumo a livello europeo. Rispetto al 2005 i consumi alimentari nel nostro Paese sono aumentati complessivamente del +13% a valori correnti, una crescita imputabile principalmente ai consumi “away from home” (+30%), che rappresentano attualmente un terzo del totale dei consumi F&B. Si tratta di un peso nettamente inferiore a quello di Paesi come Regno Unito e Spagna (dove l'on-trade arriva ad intercettare rispettivamente il 44% e il 46% dei consumi alimentari complessivi), ma superiore se confrontato con Germania e Francia.

Le vendite F&B in Italia

Fig 2 - Trend delle vendite F&B in Italia per tipologia

Dopo una crescita del +1,1% nel corso del 2015, nei primi cinque mesi del 2016 le vendite complessive di prodotti alimentari nella GDO italiana sono rimaste pressoché stazionarie rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,2%), seppur per effetto di trend di segno opposto tra le diverse categorie di prodotto. Focalizzando l’attenzione sulle singole tipologie merceologiche, tra gennaio-maggio 2015 e il medesimo periodo del 2016 è, infatti, aumentata la spesa per frutta (sia fresca che secca), verdura e pesce, mentre, al contrario, si sono ridotte le vendite di carne, latticini e formaggi.

Consumption habits

I criteri di scelta dei prodotti alimentari in Italia

Fig 3 – I driver degli acquisti alimentari per il consumatore italiano

I consumatori italiani sono sempre più attenti a ciò che mangiano: uno su tre sceglie i prodotti alimentari da acquistare soprattutto in base all’origine italiana o alla presenza di un marchio DOP. Seguono il fattore prezzo (presenza di una promozione/prezzo basso) - ritenuto il principale driver dal 22% dei consumatori - e la qualità degli ingredienti e delle materie prime (20%). Il quarto driver di scelta risulta la marca: il brand aziendale e la marca del supermercato rappresentano il primo criterio di scelta nella spesa F&B per il 14% dei consumatori.

Il ruolo delle promozioni e della private label: trend 2000-2015 nella GDO

Fig 4 – Trend pressione promozionale e incidenza marchio commerciale nella GDO

Per salvaguardare il proprio potere d’acquisto, gli italiani hanno attivato strategie che hanno consentito di acquistare qualità e convenienza. La ricerca di prodotti in promozione e l’acquisto di private label sono le modalità visibili di questa trasformazione. Il peso della pressione promozionale sul fatturato della GDO italiana è infatti aumentato dal 18,4% al 31,0% tra il 2000 e il 2015, mentre l’incidenza degli acquisti di prodotti a marchio della distribuzione è passata nel medesimo periodo dal 13,2% al 18,1%. Da sottolineare però è il calo, anche se marginale, della pressione promozionale registrato nel 2015 dopo quasi un decennio di trend crescente. Lo stesso si verifica per i prodotti Private Label: tra il 2014 e il 2015 si arresta la crescita della quota dei prodotti a marchio commerciale.

Nuovi trend

Nuovi trend di consumo: prodotti nuovi e di valore

Fig 5 – I prodotti alimentari più ricercati dagli italiani

Il carrello 2016 degli italiani è sempre più salutare e naturale: la prudenza e le rinunce che hanno caratterizzato gli anni di recessione lasciano oggi spazio ad un approccio più attento e soprattutto “funzionale”. Tra i prodotti alimentari che i consumatori vorrebbero trovare sugli scaffali figurano innanzitutto cibi leggeri e poveri di grassi (prodotti integrali, gallette e bevande vegetali …), cui seguono i prodotti “ready to use” come i piatti pronti e gli affettati preconfezionati (quasi un consumatore su tre ricerca prodotti alimentari ”time saving”). Si conferma anche l’attenzione nei confronti della naturalità degli ingredienti e si protrae il boom dei prodotti biologici (+21% a valore anno terminante maggio 2016 nella GDO).

Mappa dei segmenti dei consumi

I segmenti dei consumi di Agrifood Monitor

Fig 6 – Le caratteristiche dei segmenti dei consumi

Come si compone la consumer base italiana? Il cluster più rilevante è quello dei “tradizionalisti” (38% della popolazione italiana), composto soprattutto da famiglie del Centro-Sud con reddito familiare e titolo di studio non elevato. Si caratterizzano per il loro stile alimentare tipico/tradizionale che tende a non variare nel tempo. Seguono i “consapevoli” (35% del totale), target molto attento a ciò che mangia e che predilige uno stile alimentare sano e sostenibile; in questo gruppo vi rientrano famiglie con figli con reddito medio-elevato e con età mediana di 30-40 anni. Giovani e proiettati verso un’alimentazione fatta di prodotti più costosi e ricercati sono invece i consumatori che rientrano nel segmento “luxury” (12%), i quali prevedono tra l’altro un aumento della spesa per F&B, soprattutto “away from home”. Al contrario, il 15% degli italiani punta al risparmio e prevede addirittura di ridurre la spesa destinata ai consumi alimentari; sono soprattutto single e con un reddito medio non elevato.

Fig 7 – Previsioni su comportamenti di consumo per target

Consumi alimentari: previsioni 2017 per target

Per il prossimo anno le previsioni sui consumi alimentari vedono i “consapevoli” più propensi verso alimenti di origine vegetale (il 51% ha intenzione di mangiare meno carne), acquisti diretti (il 48% acquisterà maggiormente presso agricoltori e farmer market) e prodotti naturali o home made. Tra i consumatori “luxury” è più elevata la quota di chi prevede di spendere di più per prodotti alimentari di maggiore qualità. La tendenza verso uno stile di consumo attento e consapevole è comune invece a tutti i cluster: circa il 40% dei consumatori mostra difatti una crescente attenzione agli sprechi alimentari.

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