Performance economico finanziarie

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Performance economico-finanziarie: top imprese e settori

Top 10 imprese della filiera agroindustriale allargata

Fig 1 – Performance delle top 10 imprese della filiera agroindustriale allargata in Italia (2014)

Nel ranking delle top 10 aziende attive nella filiera agroindustriale allargata in Italia figurano sette realtà operanti nella produzione agroalimentare (nello specifico, lattiero-caseario, zootecnia da carne, dolciario, pasta e bevande alcoliche) e tre impegnate nella meccanica destinata al comparto agroalimentare (macchine per l’agricoltura, l’industria F&B e il packaging). Nel dettaglio, a guidare la classifica è Parmalat, con ricavi pari a 5.548 mln € nel 2014; seguono Agricola Tre Valli (3.146 mln €), Ferrero (2.547 mln €), AIA (2.499 mln €) e Cnh Industrial Italia (2.476 mln €).

Filiera agroindustriale allargata: redditività e utilizzo dei fattori produttivi

Fig 2 – La redditività e l’utilizzo dei fattori produttivi nella filiera agroindustriale allargata (2014)

Nel 2014 l’agroalimentare italiano conferma la propria capacità di generare valore aggiunto rispetto ai fattori produttivi acquisiti ed impiegati nell’attività di trasformazione/vendita (lavoro, capitale), registrando oltretutto sul fronte lavoro un livello di produttività significativo (la ricchezza incrementale prodotta dalle imprese agroalimentari risulta infatti quasi doppia rispetto ai costi del personale sostenuti dalle stesse, suggerendo un utilizzo efficiente delle risorse disponibili). Nell’ambito della meccanica strumentale destinata al comparto agroalimentare spicca, invece, l’elevata ricchezza addizionale prodotta dal comparto delle macchine per il F&B e per il packaging, nettamente superiore rispetto a quella generata dalle imprese della meccanica agricola. Queste ultime sembrano risentire di un maggior assorbimento degli input lavoro e capitale, dettato dalla necessità di conseguire economie di scala nella produzione (aspetto quest’ultimo rilevato dalla minore produttività del lavoro e dalla maggiore intensità di capitale osservata nel settore).

Rischiosità delle imprese e credito erogato

Il credito all’esportazione

Fig 3 – Imprese della filiera agroindustriale che utilizzano credito all’export (% sul totale delle aziende e importo medio erogato per l’export)

Considerando tutte le imprese della filiera agroindustriale che utilizzano finanziamenti per anticipi, si nota come un numero sempre maggiore di aziende si sta aprendo verso nuovi mercati. Da un 16% di imprese che utilizzavano il credito all’export nel 2013, oggi si è infatti arrivati al 41%.

Tassi di Default (Basilea e Pubblico) nel settore Food&Beverage

Fig 4 – Trend dei tassi di Default (Basilea e Pubblico) nel settore F&B

Continua a ridursi il rischio per il settore alimentare. Nel primo trimestre del 2016 scendono sensibilmente sia il tasso di default pubblico, passato allo 0,6% dal 0,9% di dicembre 2015, che il Basilea past due 90 (incagli e sofferenze bancarie), passato parallelamente al 3,8% dal 4,4%. Il calo della rischiosità risente positivamente dell'inversione di tendenza registrata sui consumi nazionali oltre che della politica monetaria espansiva alla base della riduzione del costo del rifinanziamento.

Performance & competitività delle micro e piccole imprese

Le piccole dimensioni frenano l’accesso nella GDO

Fig 5 – Confronto tra ricavi e vendite nella GDO (2014)

Le imprese di minori dimensioni economiche, a prescindere dal settore di appartenenza, scontano un ridotto livello di organizzazione commerciale, come dimostra la quota di vendite nella GDO; in particolare, si nota come al crescere dei ricavi aumenti anche l’importanza della grande distribuzione organizzata. L’unica eccezione si registra per la produzione di olio di oliva e di semi, dove però una componente importante dei ricavi è da ricondurre alla molitura per conto terzi (agricoltori e/o privati).

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