Struttura di filiera

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KPIs

La centralità della filiera agroindustriale allargata in Italia

Fig 1 – Trend del valore aggiunto: agroindustriale allargato vs totale economia (numeri indice; 2011=100)

La filiera agroindustriale allargata è una realtà molto articolata con un elevato numero di imprese (circa 2 milioni) impegnate a vario titolo nella produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari, da un lato, e nella produzione di macchine destinate al settore primario e all’industria F&B, dall’altro. L’insieme degli operatori attivi nell’agroindustria ha generato nel 2015 una ricchezza di circa 130 miliardi di euro e occupato 3,3 milioni di lavoratori, garantendo un contributo di primissimo piano all’economia italiana: il 9,1% del PIL e il 13,5% degli occupati.

Agricoltura

L’agricoltura italiana nel contesto europeo

Fig 2 – Superficie agricola utilizzata media per azienda (ha, 2013)

Fig 3 – Distribuzione della superficie agricola per specializzazione produttiva (%)

Fig 4 – La produttività della terra (€/ha, media 2013-2015)

La dimensione media delle aziende italiane risulta essere tra le più contenute in Europa: 12 ettari, un valore circa 5 volte inferiore a quello della Germania e della Francia. Il profilo di specializzazione produttiva delle principali economie agricole europee evidenzia come negli Stati continentali prevalgano i seminativi, mentre nei paesi mediterranei il ruolo delle colture permanenti assume un peso rilevante. Tale configurazione produce ovviamente effetti sulla produttività della terra: grazie alla diversificazione produttiva e alla presenza di colture ad elevato valore aggiunto (come frutta, vite ed olivo) l’Italia registra un livello di produttività del fattore terra sensibilmente superiore non solo alla media UE, ma anche ai valori che caratterizzano i principali competitor.

Meccanica strumentale per l’agroalimentare

La meccanica strumentale per l’agroalimentare in Italia

Fig 5 – Le dimensioni economiche

Fig 6 – Propensione all’export (% export su fatturato, 2015)

La produzione di macchine e attrezzature destinate all’agricoltura e all’industria alimentare gioca un ruolo di primo piano all’interno della meccanica strumentale italiana: nel 2015 circa il 18% del fatturato del comparto è stato, difatti, generato dalle imprese produttrici di trattori, macchine per l’industria F&B e macchinari per il confezionamento e l’imballaggio. Allo stesso tempo, la meccanica per l’agroalimentare si configura come uno dei settori italiani maggiormente export oriented: il peso delle vendite all’estero sui ricavi complessivi è del 46% per le macchine destinate all’industria F&B, del 56% per trattori e macchine agricole e supera l’80% nel caso della meccanica per il packaging.

Industria F&B

L’industria F&B italiana nel contesto europeo

Fig 7 – Industria F&B: le dimensioni economiche

Fig 8 – Cooperazione agroalimentare: le dimensioni economiche

Fig 9 – La propensione all’export (% export su fatturato)

Nonostante il settore alimentare nazionale sia tra i più importanti in Europa (132 miliardi di fatturato realizzato nel 2015), l’industria F&B italiana risulta sottodimensionata rispetto a quella dei principali concorrenti esteri: la dimensione media delle imprese italiane è difatti tra le più basse in Europa, soprattutto se paragonata a quella delle aziende tedesche. La frammentazione del tessuto produttivo italiano emerge anche con riferimento alla cooperazione agroalimentare: grazie alle maggiori dimensioni delle loro imprese, Francia e Germania, pur con una platea di cooperative più ridotta, hanno valori di fatturato più importanti di quello italiano (30 miliardi di euro nel 2014). Le dimensioni operative influenzano anche la capacità di raggiungere i mercati esteri: le imprese F&B italiane esportano, difatti, mediamente il 23% della propria produzione (in valore) contro il 33% delle aziende tedesche e il 28% delle spagnole.

Distribuzione e retail

La centralità della GDO nell’off-trade

Fig 10 – Off-trade: distribuzione delle vendite di prodotti alimentari per canale (% su vendite totali grocery, 2015)

La Grande Distribuzione Organizzata gioca un ruolo di primissimo piano nella commercializzazione di prodotti alimentari sia in Italia che all’estero: nel nostro Paese il 74% delle vendite grocery (in valore) passa per supermercati, ipermercati, convenience store e discount. Questo valore risulta ancor più elevato in altri Paesi europei, in primis in Germania e Regno Unito dove la distribuzione moderna arriva ad intercettare rispettivamente l’85% e l’89% delle vendite di generi alimentari nel canale off-trade.

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